Dopo tre mesi dall’ennesima crisi – assessori “congelati”, immobilismo amministrativo, debiti fuori bilancio non approvati, conferenze di presidenza disertate – la montagna ha partorito il topolino. La soluzione trovata per un “miglior governo”? Far saltare le nomine delle solite due donne: beni fungibili, sacrificabili, pedine accessorie di una politica antica, senza visione. Ma poi ci volevano davvero tre mesi per sostituire due assessore o per spacchettare deleghe? Tutti così bravi da non meritare di restare o di tenere tutto insieme?
Il Sindaco, senza rispondere a nessuna delle questioni contenute nella mozione del PD , che ha finalmente riportato i consiglieri in Aula, ci ha raccontato che Eboli è il migliore dei mondi possibili. Che va tutto bene, benissimo. Che persino gli assessori senza deleghe – e dunque senza titolarità operative – hanno lavorato indefessi, meritandosi integralmente le proprie indennità. Che se qualche nube è passata, la colpa è di altri: specialmente di chi non ha accettato posti in giunta e si ostina a non volersi intestare decisioni mai condivise.
Intanto, però, la maggioranza è “unita e compatta”. Il primo cittadino lo ha ripetuto come un mantra, in un evidente esercizio di auto persuasione. Lo abbiamo visto tutti, del resto. La maggioranza è unita mentre si insulta reciprocamente; ed è compatta mentre si accusa, praticando il consueto sport di lanciare accuse gravi e sottrarsi alle richieste di argomentarle. Unita e compatta persino quando si scusa – e si rammarica – con le forze extraconsiliari che non hanno potuto intervenire, proprio dopo aver votato contro la possibilità di un Consiglio comunale aperto.
Ma la crisi è risolta, ci dicono, perché hanno firmato un documento. Tra qualche giorno ce ne sarà un altro su cui confrontarsi: il bilancio. E lì non basteranno i mantra e le parole, che si raccontano e producono narrazioni. Ci vorranno i voti e i numeri. Quelli, però, si contano e producono responsabilità. E se i conti non tornassero? Basterà cambiare versione o, magari, altre due assessore? Peccato che il conto vero resti alla città. Una città stanca, sempre più disamorata di questa politica vecchia e senza coraggio.



