Home Attualità Eboli, scuole nel caos: trasferimenti e dubbi

Eboli, scuole nel caos: trasferimenti e dubbi

Non si placano le tensioni intorno al riassetto degli spazi scolastici a Eboli, dove la nuova collocazione di tre classi dell’istituto “Giacinto Romano” al plesso “Vincenzo Giudice” e della scuola dell’infanzia “Agatino Arìa” nel nuovo plesso “Longobardi” di via Pescara continua a far discutere.

Ieri i genitori degli alunni del “Romano” trasferiti al “Giudice” hanno effettuato un sopralluogo dei nuovi spazi: le aule sarebbero risultate adeguate, ma restano alcune perplessità, tra cui la presenza di un unico bagno con sei porte diviso, a quanto pare, da un pannello separatorio tra maschi e femmine, e la necessità di spostarsi con frequenza al plesso centrale per laboratori e palestra.

Il trasferimento era comunque già cosa certa: la vicenda nasce dalla carenza di aule denunciata a giugno dal Consiglio d’Istituto, dovuta a un boom di iscrizioni, a cui era seguita un’ordinanza dell’allora sindaco Mario Conte per scongiurare i doppi turni pomeridiani, individuando nello spostamento al “Giudice” la soluzione. Il malcontento delle famiglie riguarda però quello che viene da loro definito un “isolamento” dei proprio figli dal resto della scuola e il criterio di scelta della sezione da trasferire: la D, unico corso ordinario e il meno numeroso, con 52 alunni in totale. Resta da capire, ora, se con l’avvio delle lezioni alla “Giudice” previsto per giorno 15, si registreranno difficoltà nella condivisione degli spazi tra classi “residenti” e nuovi arrivati.

Altra questione è la collocazione degli alunni dell’“Agatino Arìa” nel nuovo plesso “Longobardi”, realizzato con fondi PNRR, dove sarebbero emerse criticità di sicurezza. Qui le famiglie si dividono tra chi apprezza la struttura nuova e moderna e chi contesta la posizione periferica, più scomoda da raggiungere. Intanto, oggi “Romano” e “Gonzaga” hanno riaperto in anticipo seguendo un proprio calendario. All’ingresso, però, si è fatta notare l’assenza della Polizia Municipale e dei Nonni Vigile che, soprattutto nei plessi di via Gonzaga e via Caduti di Bruxelles, garantivano l’incolumità dei ragazzi e l’ordine del traffico nelle ore di punta.