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IN DUEMILA CONTRO L’IMPIANTO. BATTIPAGLIA CI CREDE

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Oltre duemila battipagliesi hanno sfilato per le vie centrali della città ieri sera contro l’impianto di compostaggio. Un bagno di folla ha risposto all’invito del comitato cittadino “Non vogliamo il sito di compostaggio a Battipaglia”. Armati di mascherine antiodore e fischietti, piccoli e grandi hanno marciato compostamente per manifestare il forte no a quel centro da 35mila tonnellate annue d’umido, voluto dalla Regione, che dovrebbe vedere la luce tra le mura dello stir. Molti negozi sono rimasti chiusi: sulle saracinesche cartelli di solidarietà verso l’azione del comitato. C’erano gli assessori, gran parte dei consiglieri comunali di maggioranza e d’opposizione. C’erano i rappresentanti di sindacati, associazioni e partiti. Davanti al corteo la portavoce del comitato Stefania Battista e la sindaca di Battipaglia Cecilia Francese, la prima a parlare sul palco allestito in piazza Aldo Moro. La prima cittadina ha spiegato al popolo di non volere lo scontro con la Regione, ma un confronto, che aiuti i vertici a comprendero lo stato del territorio, martoriato da altri sei siti di trattamento rifiuti in aggiunta all’impianto di Eboli al confine. La Francese ha puntato il dito contro chi non rispetta le regole negli impianti già esistenti, come denunciato dall’Arpac, che avrebbe evidenziato irregolarità in ogni sito. Contro i piani alti di palazzo Santa Lucia si è schierato Gerardo Motta, che dal palco ha bacchettato la sindaca per un’azione tardiva, confermando, però, la vicinanza dell’opposizione all’amministrazione per una battaglia che accomuna tutti. Nella prima serata di quest’autunno battipagliese si è avvertito con intensità il grido di una rabbia composta ma non disposta ad arrendersi, quello di una Battipaglia che spera non sia tardi, che vuole ancora credere di poter costruire il proprio futuro su fondamenta solide e non su cumuli d’immondizia.