Home Cronaca Pesca di frodo nel Sele, quattro denunciati tra Capaccio ed Eboli

Pesca di frodo nel Sele, quattro denunciati tra Capaccio ed Eboli

Maxi operazione contro gli illeciti ambientali e la pesca di frodo lungo il fiume Sele, nei territori di Capaccio Paestum ed Eboli.

L’intervento è stato condotto dai militari del Comando Stazione Carabinieri di Santa Cecilia insieme al personale del Nucleo Guardie Giurate Volontarie della Riserva Naturale Foce Sele-Tanagro e Monti Eremita-Marzano, con il supporto delle Guardie Giurate Ambientali dell’Associazione Accademia Kronos di Salerno e della FIPSAS.

L’attività di controllo, protrattasi dalle prime ore del pomeriggio fino a tarda notte, ha interessato una vasta area del fiume Sele, in particolare la zona di riserva integrale. Dopo ore di appostamento, gli operatori hanno individuato quattro persone che, caricati gli attrezzi da pesca su un’imbarcazione, si dirigevano verso il fiume per posizionare lunghe reti nelle acque del Sele.

L’azione illegale è stata bloccata al loro rientro. Gli uomini sono stati sorpresi in flagranza di reato dagli agenti e dai Carabinieri di Santa Cecilia, supportati dal personale del Reparto Radiomobile. Per i quattro è scattata la denuncia a piede libero per pesca di frodo in concorso e bracconaggio ittico, come previsto dalla legge n.16 del 22 gennaio 2026.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati un’imbarcazione di circa quattro metri, 150 metri di reti da pesca, oltre 40 chilogrammi di pescato – tra cefali, carpe, cavedani e carassi – oltre a numerosi attrezzi utilizzati per l’attività illecita. Ai responsabili saranno inoltre contestate sanzioni amministrative per diverse migliaia di euro.

L’operazione, fortemente voluta dal presidente dell’Ente Riserva Foce Sele Tanagro, Antonio Cuomo, rappresenta un duro colpo contro chi continua a depauperare un’area protetta di grande valore ambientale.

Sull’accaduto è intervenuto anche Alfonso De Bartolomeis, presidente dell’Associazione Accademia Kronos di Salerno: «Questo episodio è l’ennesima conferma che, accanto a tante persone rispettose delle norme sulla pesca, esistono soggetti che ignorano divieti e rischi pur di appropriarsi della fauna selvatica, anche in luoghi protetti e nei periodi vietati. È un fenomeno che persiste da anni ma che continueremo a contrastare con sempre maggiore impegno per la tutela della natura e contro il bracconaggio».