di Erika Noschese
Nuove segnalazioni interne riguardano l’attività della sala operatoria ginecologica dell’Azienda ospedaliero-universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. Secondo una testimonianza raccolta in forma riservata da un operatore sanitario, un intervento ritenuto inizialmente routinario — una procedura di biopsia su una paziente di 53 anni — avrebbe presentato criticità nella gestione clinica e organizzativa.
La ricostruzione parla di difficoltà operative, presunte carenze nel coordinamento tra i medici presenti e un clima di disorganizzazione all’interno della sala operatoria. Sarebbero emersi momenti di incertezza nella conduzione dell’intervento e nella gestione complessiva del caso, con conseguenti preoccupazioni per la sicurezza e l’assistenza alla paziente.
Ulteriori elementi riferiscono di un malcontento diffuso tra parte del personale sanitario, che lamenterebbe scarsa collaborazione, controlli non adeguati e un generale abbassamento dell’attenzione professionale in alcuni contesti operativi.
Sulla vicenda interviene Mario Polichetti, responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc: «Quanto avverrebbe al Ruggi è estremamente preoccupante. Anche se si tratta di una testimonianza da verificare, non possiamo ignorarne il contenuto. Un intervento di routine non può trasformarsi in una situazione critica per problemi organizzativi o mancanza di coordinamento».
Polichetti chiede verifiche immediate e trasparenti per accertare eventuali responsabilità, sottolineando che la sicurezza dei pazienti deve restare la priorità assoluta. Evidenzia inoltre la necessità di tutelare chi segnala criticità, affinché il timore di ritorsioni non ostacoli l’emersione della verità.
Infine, l’appello alle istituzioni e alla magistratura affinché intervengano con urgenza, garantendo ai cittadini un sistema sanitario efficiente e sicuro.



