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Salerno, rifiuti dalla Tunisia: primi accertamenti sulla radioattività

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Salerno container con Rifiuti Tunisia

La Direzione distrettuale antimafia della Procura di Potenza, per oggi ha dato il via alle operazioni di verifica dei rifiuti contenuti nei 213 container rimpatriati dalla Tunisia, che da 34 giorni giacciono al porto di Salerno. Dunque sono le prime verifiche ufficiali, coordinate dai consulenti della Procura, alla presenza di un esperto nominato dalla “Sra” – e dai vigili del fuoco di Salerno, consisteranno in una sorta di esame esterno su di un campione di rifiuto presente in uno dei cassoni. In tutto saranno trentatré quelli poi da aprire, ma se sarà possibile ne saranno visionati di più. Quella di oggi quindi è solo una prima indagine non ancora una caratterizzazione, per fugare i dubbi alimentati da un dossier fotografico che la Procura nazionale Antimafia ha fatto sapere di aver ricevuto dalle autorità tunisine, circa la presunta presenza di scarti di lavorazione dei rifiuti ospedalieri all’ interno dei container ed appurare che la natura del pattume corrisponda al “19.12.12”, Cer dei materiali misti derivanti dal trattamento della differenziata. I caschi rossi eseguiranno pertanto la radiometria, per verificare l’ assenza di radioattività, ed analisi per accertare la mancanza di vapori o liquidi tossici. Le operazioni proseguiranno per diversi giorni, poi le autorità giudiziarie dovranno decidere se i rifiuti andranno stoccati temporaneamente al sito militare di Persano di Serre dove poi avverrà la caratterizzazione vera e propria o portati direttamente all’ impianto di smaltimento. Ipotesi, quest’ ultima, che troverebbe il favore dei sindaci e cittadini della Piana del Sele ma non dei vertici regionali, che riferiscono di sostenere costi da 20mila euro al giorno per un banchinaggio i cui tempi, se si andasse direttamente alla piattaforma di destino, inevitabilmente si dilaterebbero con esborsi maggiori.