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Legambiente, allarme spiagge: 272 rifiuti ogni 100 metri

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272 rifiuti ogni 100 metri lineari. È il risultato del monitoraggio effettuato su 15 spiagge salernitante da Legambiente. L’81% dei rifiuti trovati sugli 80.400 mq monitorati è fatto di plastica. La plastica è il materiale più trovato, pari al 81% del totale dei rifiuti rinvenuti sulle spiagge salernitane.

I picchi sul lungomare di Salerno, dove l’88% è rappresentato da plastica e sulla spiaggia di S. Maria di Castellabate, dove il 100% dei 750 rifiuti censiti riguarda la plastica. Sotto il 60% solo la spiaggia del Lungomare di Ogliastro Marina. Causa principale: la cattiva gestione dei rifiuti urbani (85%), insieme alla “carenza dei sistemi depurativi”.

 

IL REPORT

Nel salernitano sono state 15 le spiagge monitorate per un totale di 80.400 mq, dove sono stati trovati una media di 272 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia per un totale complessivo di 4083( il 21% del totale dei rifiuti trovati sulle spiagge campane). La plastica è il materiale più trovato, pari al 81% del totale dei rifiuti rinvenuti sulle spiagge salernitane.

La cattiva gestione dei rifiuti urbani è la causa principale della presenza dei rifiuti (85%), insieme alla “carenza dei sistemi depurativi”, responsabile del 9% degli oggetti ritrovati (la media nazionale si attesta sul 8%). Le attività da pesca e acquacoltura sono i settori responsabili del 6% degli oggetti monitorati, (la media nazionale si attesta al 7%): reti, lenze, scatoline delle esche…non solo pesca professionale ma anche amatoriale.

Nella Provincia di Salerno sono state monitorate 15 spiagge: la spiaggia presso il porto di Agropoli, la spiaggia di Piano di Velia ad Ascea, quella presso la foce del fiume Tusciano a Battipaglia, le spiagge di Grotta della Cala e quella del Troncone di Camerota, l’Oasi Dunale e Licinella Torre di Mare a Capaccio Paestum, la spiaggia sul lungomare di Ogliastro Marina a Castellabate, la spiaggia delle Saline a Centola, l’area protetta Legambiente Eboli e la spiaggia alla foce del fiume Sele a Eboli, il lungomare di Agnone a Montecorice, la spiaggia libera Cristoforo Colombo a Salerno, quella presso il comune di S. Maria di Castellabate e la spiaggia presso il largo dei Trecento a Sapri. La plastica regna sovrana sulle singole spiagge: su 1031 rifiuti censiti sulla spiaggia di di Cristoforo Colombo di Salerno ben 88% è rappresentato da plastica mentre sulla spiaggia di S. Maria di Castellabate il 100% dei 750 rifiuti censiti riguarda la plastica.

“Negli ultimi anni ci siamo concentrati sullo studio delle plastiche spiaggiate e galleggianti, per capire la natura del problema e valutare la provenienza stessa del rifiuto. Oggi il marine litter è una delle due più gravi emergenze ambientali globali insieme ai cambiamenti climatici, poiché mette a rischio la biodiversità marina e la salute dell’uomo. La leadership normativa dimostrata dal nostro Paese, seppur apprezzabile non basta – dichiara Francesca Ferro, direttore Legambiente Campania –. Siamo stati i primi paesi in Europa a mettere al bando gli shopper in plastica, e abbiamo anticipato la direttiva europea per i cotton fioc di plastica e le microplastiche nei prodotti cosmetici. Ora però è il momento di alzare l’asticella e recepire al più presto la nuova Direttiva europea con obiettivi e target di riduzione ancora più ambiziosi. In Campania sono tante le amministrazione virtuose che hanno messo la bando la plastica monouso. È questa la strada giusta, non c’è più tempo: è necessario mettere in campo misure di contrasto alla plastica e ai rifiuti galleggianti per proteggere la bellezza dei nostri territori, diffondere cittadinanza responsabile e consapevole e incentivare il turismo sostenibile”.

L’indagine di Legambiente (realizzata per il sesto anno consecutivo nei mesi di aprile e maggio), è una delle più importanti azioni a livello internazionale di citizen science sul tema dei rifiuti spiaggiati, il risultato cioè di un monitoraggio eseguito direttamente dai volontari dei circoli dell’associazione, che setacciano le spiagge italiane contando i rifiuti presenti secondo un protocollo scientifico riconosciuto dall’Agenzia Europea dell’Ambiente, a cui ogni anno vengono inviati i dati dell’indagine. L’indagine rientra nel progetto di citizen science di Legambiente Volontari per Natura.

L’indagine è stata presentata in occasione di Spiagge e Fondali Puliti che nel prossimo week-end vedrà impegnati migliaia di volontari in oltre 20 località per la pulizia per gli arenili, fondali e spiagge campane. Anteprima domani mattina Martedì 21 maggio per la pulizia della Ripe Rosse grazie ad un’azione congiunta tra l’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni , i Comuni di Montecorice, Castellabate e Pollica, la Provincia di Salerno con la società “Arechi Multiservizi” e la Comunità Montana Alento Monte Stella. La Società, Cardine S. R. L., metterà a disposizione il proprio personale qualificato (speleologi/rocciatori) per la pulizia del costone, sotto la piazzola di sosta, invaso e devastato dai rifiuti