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Liquami zootecnici, intervento veterinario Michele Gallo

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A proposito di “liquami zootecnici” nella Piana del Sele. La lettera del Medico Veterinario Michele Gallo, di Capaccio Paestum. Quest’annoso e difficile problema, scrive:”se non affrontato dalle istituzioni, diventerà sempre più devastante per la zootecnia, specialmente per la specie bufalina, di tutta la piana del Sele. Che cosa fare? A mio modesto avviso tenendo conto dell’ultima direttiva nitrati, che porta da 6 capi per ettaro a 3 capi per ettaro lo smaltimento sul terreno degli effluenti zootecnici, bisogna agire mettendo in campo iniziative a breve e a medio lungo termine.” A breve termine si deve consentire:”alle aziende zootecniche la copertura dei paddock, la quale dev’essere esclusiva per le aziende zootecniche che allevano animali di specie bufalina, bovina, suina, ovicaprina ed equina (maneggi, ippodromi), regolarmente iscritte nella banca dati nazionale ( BDN ) e che siano effettivamente in attività. La copertura dei paddock, realizzata con strutture rimovibili, (tipo serre) aperte lateralmente, poste ad una altezza max di 6 metri al colmo, non considerata come volume, inserita dai Comuni interessati nel RUEC.” Per l’allocazione delle suddette strutture rimovibili scrive Gallo:” è necessario presentare la SCIA al SUAP del Comune di competenza con apposita relazione esplicativa: 1. progetto dettagliato della copertura (supporti/tubature, teloni in plastica trasparente, grondaie adeguate, contenitori/botti per recupero acque piovane se richiesto); 2. planimetria catastale1:100 dell’azienda, con evidenza dei confini aziendali;3. copia dei titoli di possesso o disponibilità di terreni o fabbricati gestiti dall’operatore richiedente; 4. copia delle autorizzazioni sanitarie necessarie rilasciate dall’autorità competente; 5. piano di sviluppo dell’azienda che dimensioni e giustifichi l’intervento con eventuale recupero dell’acqua piovana da utilizzare per lavaggio pavimenti sala di mungitura, sala d’attesa, per irrigazione e/o come acqua da bere per gli animali, tolte le prime acque ( che generalmente sono “sporche”). Coprire i paddock con strutture leggere, utilizzando plastica trasparente, utile a far passare i raggi solari che aiutano gli animali a produrre vitamina D e a dare luminosità, oltre a ridurre la formazione di liquami, di almeno il 50%, consente agli allevatori di non costruire ulteriori strutture di stoccaggio, con evidente risparmio sulla gestione aziendale”. Ciò favorirebbe anche la protezione degli animali dagli eventi atmosferici avversi e quindi il benessere animale, prosegue il veterinario Gallo:” con tutti i suoi risvolti positivi. Inoltre, se si considera la piovosità dei primi 4 mesi del 2018, calcolata e definita dagli esperti come il periodo più piovoso degli ultimi 100 anni, è del tutto evidente che non basteranno due vasche di stoccaggio di capienza adeguate, una per far maturare i liquami e l’altra per stoccarlo nei tre mesi di fermo: 1° dicembre fine di febbraio dell’anno successivo.” Infine l’ambiente non sarà caricato di questo surplus di liquami e quindi di nitrati (azoto):”Si fa notare che, nella Piana del Sele, l’inquinamento da nitrati è determinato anche dai concimi inorganici che vengono usati per gli ortaggi, unitamente al fatto che alcuni Comuni non hanno ancora i depuratori completamente funzionanti.Sarebbe opportuno che la Regione, in accordo con la Provincia, i Sindaci, le Associazioni di Categoria, unitamente al Consorzio della mozzarella DOP, inserisse nel PSR la copertura dei paddock e l’obbligo delle grondaie come punteggio incentivante e come beneficio economico. Ci sarebbero subito ricadute economiche positive specialmente sul turismo e sull’ambiente: mare, fiumi e corsi d’acqua più puliti, ambiente più salubre, falde freatiche superficiali e profonde meno inquinate, riduzione di odori molesti dovuti allo sversamento dei liquami sul terreno, che a volte viene svolto in modo improprio, non osservando il D.Lgs 152/2006; risparmi economici immediati per gli allevatori: trasporto dei liquami, nafta, perdita tempo, manodopera, terreni da affittare, che tra l’altro non sono disponibili”. Secondo i calcoli delle Associazioni di categoria, chiarisce il dottore Michele Gallo: “mancherebbero almeno 700 ettari di terreno da destinare allo spandimento degli effluenti zootecnici.Tutti questi risultati positivi si possono ottenere con questa semplice azione: copertura dei paddock e obbligo delle grondaie che raccolgano l’acqua delle tettoie non mischiandola con il letame “a monte” non si creerà il problema “a valle”. Risultato no liquami! Non solo, l’area coperta viene scorporata dal calcolo per lo spandimento dei Kg. di azoto per ettaro.”. Il medico veterinario Michele Gallo conclude con un in invito:”Pertanto, gli Enti e i soggetti di cui sopra, ognuno per la parte di competenza, prendano coscienza della complessa e difficile problematica della gestione dei reflui zootecnici chiedano/facciano voti al Presidente della Regione Campania, on. Vincenzo De Luca, di inserire nel PSR queste misure immediate e a medio lungo termine i biogassificatori, i separatori, una alimentazione bay pass o altri accorgimenti utili al fine di ridurre l’impatto devastante della direttiva sui nitrati”

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